Un libro è un giardino che puoi custodire in tasca. (Proverbio cinese)

Meno male che ci sono i libri, sia lodato il signor Gutemberg e la stampa a caratteri mobili, che siam ridotti così con i libri figurati senza!
Leggerai libri? Lo spero tanto, vorrei dirti che sono una di quelle che amano il profumo della carta ma per quanto ci infilassi il naso dentro non mi è mai sembrato un buon profumo.
Posso dirti però di quando sono andata in cerca di Moby Dick con Achab, di quanto la dannata balena bianca mi abbia ossessionata, o di quando con Dino Buzzati mi sono tuffata nei meandri torbidi e scuri di Un Amore ma mi sono sentita un po’ bigotta e molto provinciale.
Mi piacerebbe raccontarti che sono stata a vivere sugli alberi con il Barone Rampante, Cosimo per gli intimi, e ho tratto da lì alcune strategie di guerriglia che mi sono venute molto utili nei coflitti casalinghi della mia adolescenza.
Ho trovato una giustificazione di tutto rispetto al mio essere vendicativa leggendo Il Conte di Montecristo, a onor del vero ho dovuto rivedere le mie posizioni bellicose negli anni ma questa è un ‘altra faccenda.
Ho riso e pianto con tutti e dico tutti i romanzi di Lucia Extebarria chiedendomi se fosse troppo di nicchia o troppo pop e entrambe le cose, ma poi ho deciso che non me ne fregava assolutamente nulla. Ho divorato Nesbo e le indagini poliziesche di mezza Europa, per poi rannicchiarmi contro l’anima buona che condivide con me la vita, terrorizzata da Serial Killer norvegesi con gravi patologie dermatologiche.
Potrei andare avanti ore raccontandoti tutte le storie che mi hanno accompagnata e ancora mi accompagnano, il punto però è che leggere mi ha fatto essere chi non sono, non sarò mai o in qualche caso non voglio essere, leggere è come avere una valigia sempre pronta e un miliardo di destinazioni possibili avanti e indietro nel tempo. Leggere ha migliorato la mia vita, anzi in parte ti posso dire senza aver paura di esagerare che leggere mi ha salvato la vita. Non vorrei farla facile come il buon Montesquieu: “Non ho avuto mai un dolore che un’ora di lettura non abbia dissipato”diceva. Ora o ha avuto dolorini o leggeva libri diversi dai miei e mi sa da quelli di tutti. Non basta un’ora di lettura naturalmente a dissipare il dolore ma aiuta, la lettura sa andare là dove c’è bisogno con una forza e una delicatezza che sarebbe pressochè impossibile in altro modo, e poi vuoi mettere la qualità dei tuoi interlocutori? Hai un dubbio e taac chiedi a Murakami, una domanda spinosa? Nessun problema Simone de Beauvoir è lì per te, Virginia Woolf è a domicilio, insomma un club niente male di super eroi. E credimi, non per spaventarti, ma di super eroi ne avrai bisogno. Per non perdersi nella realtà a me è servito perdermi nella fantasia. Che poi a ben vedere tanto fantasia non è.

N.B ho scelto un proverbio cinese perchè oltre che essere azzeccato è da poco passato il capodanno cinese, dunque buon anno della Capra a tutti!

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