Lo dice pure Kurt Vonnegut

Una cosa fondamentale è afferrare al volo le belle giornate, quelle in cui senza apparente motivo sei felice.
Non è cambiato molto da ieri il tempo non è nemmeno così bello ma tra lo stomaco e il petto si annida la felicità, ecco quelle giornate goditele, a me non capitano spesso, che si sa son quella del bicchiere sempre mezzo vuoto e quindi le afferro come un dono appena le intravedo.
Tra le cose che mi rendono felice senza motivo, ormai lo sai, scrivere è una di queste. Per anni mi sono domandata se fossi “abbastanza” per farlo, oggi so che non mi importa poi molto. La gioia non è necessariamente imparentata col talento, ho capito anche questo ultimamente. Ho capito anche il valore di mettersi in gioco a dire il vero e di provare. Anche se l’imbarazzo è una bestia bruttissima però puoi riderci su e alla fine pesa meno.
Una delle grandi scoperte di questo periodo è che dopo tanti anni passati a pensarmi e disegnarmi diversa comincio a volermi bene così. Questo te lo auguro di cuore, anche se secondo me la faccenda del “se non ami te stessa non ami nemmeno gli altri” è una gran cazzata. Una cattiveria travestita da massima zen. Questo sempre secondo me, sia chiaro.
L’amore per gli altri è qualcosa di multiforme e mai uguale, quello per se stessi invece viaggia molto più in profondità, è come dire che non puoi andare a fare una nuotata se non hai un corso da sub alle spalle. Per fare il sub è necessario un coraggio e una perseveranza che per fare una bella nuotata non servono, e se nuoti sotto poi il buio è molto più spaventoso che in superficie.
Vorrei farti anche notare che si ama come si può, non incazzarti perchè l’amore ha tanti linguaggi.
Guarda solo che non sia amore che fa male che quello invece è una truffa colossale, ma la differenza con quello vero è come quella che passa tra un budino di merda e uno di cioccolato. E qui il paragone credo sia chiaro.
Kurt Vonnegut ha detto “quando siete felici, fateci caso”. Quindi ho anche una conferma autorevole in merito. Facciamoci caso quando siamo felici, e non parlo della felicità fasulla dei social nè di quella che propiniamo all’ex di turno ogni volta che lo incrociamo (“sto benissimo davvero, sono così felice che levito dal panettiere”) . Parlo piuttosto della felicità sottile che ci fa fare quello che ci piace in una giornata nuvolosa con la consapevolezza, del tutto nuova,che non ci stiamo poi così antipatici.

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